
Un esempio di vita
Trascriviamo una testimonianza di mons. Antonio Finardi, vicario episcopale di Verona, raccolta da don Ermanno Tubini.
“Mi disse che Ferdinando aveva un buon rapporto con i sacerdoti; era sempre contento, sereno, tranquillo; «Anche quando era ragazzo era cosi: sempre positivo».
Aggiunse che loro due avevano linee pastorali diverse, e che il suo modo di fare non doveva essere del tutto congeniale a Ferdinando, il quale però non gli disse mai nulla. Accoglieva le sue proposte; a volte diceva: «Non capisco fino in fondo, ma ti aiuto, ti do una mano, se non altro con la preghiera». Aveva la sapienza del cuore.
Rivolsi allora a mons. Finardi una domanda: «Il fatto di seguire le persone dell’Opus Dei, e di essere lui stesso della Società Sacerdotale della Santa Croce, lo ha distratto dalla parrocchia?». La risposta è stata decisa: «Assolutamente no, anzi ha potenziato il suo essere prete in parrocchia. E anche noi.
E un’altra cosa ho apprezzato in lui: pur essendo molto inserito nell’Opus Dei, con il suo impegno, non l’ha mai fatto pesare. È sempre stato un prete diocesano, pur essendo anche molto impegnato con voi. Secondo me ha saputo vivere la sua diocesanità, sia pure con il taglio che voi sacerdoti dell’Opera date, ed è giusto che diate. Ho apprezzato anche il rispetto per noi. Ci sono alcuni che insistono: “Vieni qui, vai là…”. Lui, mai.
La sua testimonianza è stata di un esempio di vita; non un esempio di parole, ma di vita. La sua vita trasudava di tutta la spiritualità che aveva. Abbiamo pochi di questi sacerdoti. Io prego spesso con lui, anche per lui, ma anche con lui. Penso che sia una persona notevole anche in Paradiso».
Ermanno Tubini, Don Ferdinando Rancan, pp. 193-194.