Il suo amato confessionale
Don Ferdinando venne ordinato sacerdote il 28 giugno 1953 ed esercitò il ministero come collaboratore parrocchiale per breve tempo nelle parrocchie veronesi di San Paolo Campo Marzio, di san Pancrazio al Porto e nella rettoria di santa Toscana.
Dal 1959 al 1980, per un tempo lungo vent’anni, ebbe la stessa funzione nella parrocchia di san Nazaro e Celso. Nel 1980 fu, infine, nominato parroco della pieve dei Santi Apostoli.
In tutti quegli anni e sempre, don Ferdinando si dedicò in modo speciale al ministero della riconciliazione e all’accompagnamento spirituale.
Il brano che presentiamo manifesta la passione con cui compiva questo servizio sacerdotale.
Mi commuovo ancora molto, quando mi capita di passare da quella chiesa per qualche ricorrenza, e vedo quel confessionale a metà della chiesa, sul lato sinistro, dove passavo ore e ore, per lo più nel pomeriggio, dal momento che durante la mattina insegnavo.
Quante lacrime ho potuto asciugare! Quante cose edificanti ho potuto ascoltare che sono servite di sprone anche per la mia anima! Quanti propositi di vita rinnovata nel mondo, o decisioni di vita consacrata nel chiostro ho potuto incoraggiare.
In pratica quella parrocchia era diventata la mia seconda casa, tanto che alle volte ero interrotto dallo stesso parroco, mons. Venturi, o dalla sua collaboratrice, che mi invitavano a salire in canonica per sgranchirmi le gambe e prendere una tazza di caffelatte caldo, soprattutto nei rigori dell’inverno sempre chiuso dentro quella «celletta» di legno, che diventava, davanti a ogni assoluzione, un trono di gloria per le anime che si accostavano a questo meraviglioso sacramento.
Bibl. Un somarello, pp. 152-153