La preghiera nella vita del cristiano

Trascriviamo alcuni brani del primo libro di don Ferdinando ai parrocchiani.
Carissimi parrocchiani e amici, le cose che vi scrivo, avrei voluto dirvele a viva voce, venendo a casa vostra di persona, come un amico, come un fratello, come un padre…
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A voi che non pregate
Mi rivolgo prima di tutto a voi che non pregate più da molto tempo. È come se il Signore si fosse eclissato nel cielo della vostra anima. Non voglio, qui, fermarmi sugli aspetti dottrinali del vostro problema – dovremmo farlo in altre circostanze -; voglio invece ricordarvi che tra voi e Dio avete messo un lungo silenzio, forse di anni, un silenzio che avete riempito con realtà puramente umane, anche se buone: la famiglia, la politica, la carriera professionale, ma talvolta mescolate a cose meno nobili: l’ambizione, l’interesse, la vanità del successo e forse, in qualche momento, anche macchiate da tristi debolezze – magari giustificate col pretesto delle circostanze, della solitudine, dell’umana fragilità – comunque, tutti surrogati con cui avete cercato di riempire il vostro silenzio con Dio.
Così avete camminato nella vostra vita con le provvisorie certezze del sapere umano, della buona salute, della sicurezza economica ma, in realtà, coprivate dentro il vostro cuore un profondo bisogno di luce e di certezza.
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A voi che pregate solo nei momenti di bisogno
Mi rivolgo poi a voi che, pur pregando qualche volta, lo fate spinti dal bisogno o dalla paura. Pensate a Dio come ad un ricco e potente signore, quasi un estraneo, al quale ricorrete solo nei momenti di bisogno: quando il medico non può fare più nulla, o il sindacato non è più in grado di garantirvi il posto di lavoro, o quando avvenimenti più forti di voi minacciano il vostro onore, i vostri affetti e il vostro futuro. Il Signore non rappresenta il vero fondamento della vostra vita e non orienta in senso autenticamente religioso la vostra esistenza. E così la vostra preghiera corre il pericolo di trasformarsi in superstizione, di diventare una specie di amuleto, un talismano magico al quale ricorrete per accapparrarvi il potere divino e liberarvi così dai vostri malanni.
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A voi che pregate un po’ stancamente
Mi rivolgo, infine, anche a voi che pregate ogni giorno,
ma forse fate convivere la vostra preghiera con tante mediocrità quotidiane, senza quel vigore divino che mette la forza e l’amore di Dio nelle cose di ogni giorno. E così la vostra preghiera rischia di trascinarsi nell’abitudine, o di languire nelle preoccupazioni egoisticamente personali, incapace di accendere in voi la santa inquietudine di servire generosamente la Chiesa e le anime.
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L’esempio di Gesù
Fratelli cari, Gesù è il Figlio di Dio. Prendendo la nostra natura umana, senza cessare di essere Dio, egli si è fatto uomo, – “perfetto Dio, perfetto Uomo” – ricongiungendo la terra al cielo e diventando così il punto di riferimento per tutta l’umanità. Gesù si è fatto nostro fratello, il primogenito di tutti gli uomini. Egli ci precede tutti, cammina davanti a noi e ci guida; ci apre la strada che conduce a Dio, nostro Padre; egli traccia, anzi “è” il nostro cammino: egli è la Via. Essere cristiani vuol dire seguire Cristo, “camminare dove cammina lui”, lasciarsi guidare dalla sua luce. È la luce che ci viene dalla sua
Parola e dalla sua Vita.
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Parlarvi di Gesù sarebbe il mio più vivo desiderio e vorrei dedicarvi pagine e pagine su di Lui, ma, per ora, quello che desidero è di far nascere nel vostro cuore una sete, una santa curiosità di conoscerlo che vi spinga a mettervi dentro il Vangelo, prenderlo in mano ogni giorno, a leggerlo con fede, meditando una volta e due e tante… finché la figura di Gesù vi diventi familiare e la sua vita entri nei vostri pensieri e nel nostro cuore come una presenza illuminante e alla fine dolcissima.
Ferdinando Rancan, Dove cielo e terra s’incontrano. La preghiera e la Messa nella vita del cristiano. Edizioni Solfanelli, Chieti 2024, pp. 9-13.