Il professore del cuore

Ho conosciuto Don Ferdinando Rancan sui banchi di scuola, quando frequentavo le Medie presso l’Educandato Agli Angeli tra il 1981 e il 1984. È l’unico professore di religione di cui ricordo con nitidezza alcuni tratti distintivi, sia dell’insegnamento che della persona. Dopo di lui, il vuoto…

Ricordo in modo preciso la sua grande fede che si concretizzava ogni giorno nel suo volto sempre sorridente verso ciascuna di noi ragazze, e sottolineo verso ciascuna, perché aveva uno sguardo attento e presente per ogni singola alunna; sembrava riuscisse ad avere un’attenzione esclusiva per noi tutte, per le più diligenti, ma anche, e forse ancor di più, per le meno diligenti, che sapeva riprendere con modo e misura, mantenendo sempre la sua mansueta fermezza e il suo rispetto per le specificità di ognuna.

Sempre cercava di catturare la nostra attenzione per farci comprendere la possibilità concreta di arrivare alla grande bellezza della santità, possibile nella nostra vita quotidiana, nelle cose di tutti i giorni, nell’impegno a scuola fino in fondo, in ciascun momento e in ciascuna ora di lezione, nelle nostre amicizie, le nostre confidenze nei nostri momenti spensierati insieme.

Desidero ricordare ancora, per i periodi successivi della mia vita, la ricchezza della sua predicazione, ricevuta per un lungo periodo andando a sentire la messa della domenica presso la chiesa dei Santi Apostoli in centro a Verona. E dico in centro a Verona perché io con i miei genitori andavamo lì partendo da Castel D’Azzano, tragitto che pur non troppo lungo aveva evidentemente un buon motivo per essere ripetuto ogni settimana con regolarità.

M. G. S., Verona 2024