Il Mercoledì delle Ceneri

Vi presentiamo un testo di don Ferdinando tratto dal suo libro “La moneta del tempo”.

Inizia il tempo di Quaresima e la Chiesa ci chiama alla conversione e alla lotta contro tutto ciò che nella nostra vita si oppone a Dio.

Comincia nel Mercoledì delle Ceneri con un austero rito penitenziale. Le Ceneri, ottenute per incenerimento dei ramoscelli d’olivo, hanno avuto fin dall’antichità un significato penitenziale. “Sedere nella cenere“ significava riconoscere la propria povertà e la propria nullità. La Chiesa utilizza questo significato imponendoci le Ceneri sul capo, per aiutarci ad abbandonare ogni nostra superbia. La superbia è la radice di ogni peccato e perciò è il più radicato dei vizi umani. Si dice che la superbia muore un giorno dopo la nostra sepoltura ed è così connaturata al nostro animo da non poterla riconoscere e smascherare senza l’aiuto della grazia di Dio.

Ce ne dimentichiamo così facilmente che la Chiesa, nel rito delle Ceneri, ci invita a metterci davanti alla nostra tomba, dicendoci: “Ricordati che sei cenere e in genere ritornerai“. Nel ricordarci la poca cosa che siamo, la Chiesa non intende scoraggiarci nei nostri progetti di bene o nei nostri sforzi nobili e coraggiosi di impegno in questo mondo, come se proclamasse l’inutilità di tutto ciò che facciamo. Vuole semplicemente invitarci a deporre ogni superbia, ogni considerazione falsa e disordinata di noi stessi, ogni appropriazione ingiusta dei doni di Dio, come se fossero merito nostro di cui gloriarci davanti agli uomini.

La superbia non solo ci impedisce di riconoscere Dio e quindi di orientare verso di lui la nostra vita (conversione), ma ci impedisce anche di riconoscere i nostri peccati e quindi di pentirsene e di emendarli con la penitenza. La superbia è il vero nemico dell’anima ed è l’unico peccato che ci fa assomigliare a Lucifero. Perciò la Chiesa, imponendoci le Ceneri, ci invita all’umiltà e ci addita il cammino penitenziale della Quaresima, che si può riassumere nelle tre indicazioni che Gesù stesso ci ha dato: preghiera, elemosina e digiuno.

La preghiera è l’aprirsi dell’anima a Dio: è la conversione, l’inizio della fede;

l’elemosina è il dischiudersi del cuore verso il prossimo: è la misericordia con le sue opere, segno certo della contrizione del cuore, “l’elemosina copre la moltitudine dei peccati“;

il digiuno è il dischiudersi del corpo e dei nostri sensi alla riparazione: è la penitenza.

In tutto questo occorre la sincerità interiore. Proprio nel giorno delle Ceneri, parlandoci della preghiera, del digiuno e dell’elemosina, il Signore nel Vangelo ci mette in guardia dall’ipocrisia. Gesù parla dell’ipocrisia di fronte agli uomini, ipocrisia che ci porta ad agire tenendo conto del giudizio e del plauso umano, ma senza una vera umiltà, senza una lotta sincera contro tutto ciò che ci allontana da Dio.

Tratto da: Ferdinando Rancan, La moneta del tempo.