I nemici dell’anima: la mancanza di stima
L’amore ha bisogno di stima: una stima profonda, assoluta, incondizionata della persona amata.
Amare con l’intelligenza significa appunto stimare la persona che si ama. Quando viene meno la stima, l’amore è già in crisi e facilmente si rompe alla prima incomprensione.
Allora basta un solo difetto per non vedere più tutte le doti e le cose buone che la persona amata possiede
Perciò la stima di cui l’amore ha bisogno non è quella motivata dalle doti, dai pregi, dai meriti della persona.
Tutto questo ha importanza perché fonda le motivazioni umane della stima e dell’apprezzamento che facilitano l’amore coniugale e gli forniscono sicurezza e gratificazioni, ma non sono determinanti e nemmeno essenziali dell’amore cristiano.
La “stima” nell’amore coniugale si ispira a quella che Dio ha verso l’uomo; egli sa che con il suo aiuto noi siamo capaci di pentimento, di conversione, di redenzione.
Questa stima che è partecipazione alla stima di Dio, rende possibile l’amore coniugale anche nelle situazioni più difficili, quando, per esempio, l’amore non è corrisposto, e rende possibile la fedeltà anche davanti al tradimento, con un amore che diventa sacrificato, umile, lungamente paziente, magnanimo, capace di perdono, che conoscerà la gioia e la festa del padre rimasto fedele al suo figlio prodigo e dello stesso Sposo-Jahvè rimasto fedele all’alleanza d’amore con il suo popolo che lo aveva tradito e abbandonato, e che infine entrerà nella categoria di quell’amore più grande che sa “dare la vita per la salvezza della persona amata” (Gv 15, 13).
Ferdinando Rancan, Ricevi questo anello, pp. 56-57.
