
Ho pensato: “Vuol proprio bene al Signore”.
Sono nato a Mezzane di Sotto l’11 agosto 1929 e ordinato sacerdote il 26 giugno 1955 a Verona dal cardinale Giovanni Roncalli: eravamo 18 sacerdoti. Io sono entrato tardi in seminario, dopo la guerra. Ho fatto un po’ di seminario insieme con don Ferdinando Rancan, non nella stessa classe. Sono entrato tardi, in quarta ginnasio. Di Tregnago in seminario allora eravamo in quattro: c’era anche Arturo Caceffo, che diventerà insegnante di lettere in seminario, e Tullio Ferrarese, che sarà parroco a Cerro.
Ho conosciuto Ferdinando quando era già chierico. Si distingueva per la sua sensibilità, era di compagnia, di amicizia. Era un tipo molto riflessivo, delicato nel conversare, attento agli altri, premuroso, una persona molto sensibile, con un tatto particolare nel dialogare. Aveva una squisita sensibilità, con quel suo sorriso, con una dolcezza particolare. Era molto amante del sapere. Aveva problemi con la sua salute sempre cagionevole, ma aveva alti valori che lo sostenevano.
Lo vedevo già profondamente unito a Gesù e devoto dell’eucarestia. Ricordo per esempio le visite al Santissimo in chiesa, nel pomeriggio. Lo vedevo là concentrato. Ricordo un giorno che, in chiesa, aveva il disturbo del singhiozzo, e nonostante questo rimaneva raccolto. Ho pensato: “Vuol proprio bene al Signore”.
Poi di lui ricordo il suo impegno a Roma. Ha dovuto andare all’università e ritardare la sua ordinazione sacerdotale. Non so il motivo di questo impegno di andare a Roma. Girava la notizia di una sua poesia, recitata come si faceva di solito in seminario, per festeggiare in qualche ricorrenza. Manifestava qualcosa che fu giudicato pessimista. Hanno rimandato la sua ordinazione. Questo ha provocato in lui un grande dispiacere. Anche il nostro parroco di Tregnago rimase dispiaciuto. Per Ferdinando è stata una prova dura, ma anche in questa prova ho visto una persona paziente
Ricordo di aver partecipato alla sua ordinazione; ho pranzato a casa sua, era di famiglia povera. Ha partecipato anche il rettore del seminario, monsignor Albrigi, che si è scusato per quello che era avvenuto nel suo cammino verso il sacerdozio.
Negli ultimi anni mi è venuto a trovare qui a Porto di Legnago nel santuario della Beata Vergine Maria della Salute, dove sto. Io sto qua da quarant’anni e sto confessando molto, vengono qui al santuario persone di diverse parrocchie. È un’esperienza grande. Don Ferdinando era un uomo amante dell’amicizia, degli incontri, era un piacere stare con lui. Soprattutto vedevo in lui un uomo sereno e in Dio, un uomo di Dio; un sacerdote innamorato di Dio e molto devoto della Madonna.
Non mi ha mai parlato apertamente dell’Opus Dei. Mi ha dato un libretto, Cammino, ma non per invogliarmi a farne parte. È stato un sacerdote di tutti, non solo dell’Opus Dei.
Don Alessandro Benini,
Porto di Legnago, 9 maggio 2018