“Grazie, don Ferdinando”, ho ripetuto subito nel mio cuore.

Desidero con profonda gratitudine scrivere questo favore che personalmente attribuisco all’intercessione di Don Ferdinando Rancan

Ho conosciuto Don Ferdinando quando vivevo e lavoravo a Como presso il Castello di Urio. Don Ferdinando veniva a predicare dei corsi di ritiro e con molto piacere salutava il personale che si prendeva cura dei servizi di base in quella sede. Mi colpivano sempre il suo sorriso e la sua preoccupazione affinché non venisse mai meno l’affetto per le persone che lavoravano lì.

Cinque anni fa, nel 2012,  mi sono trasferita a Verona per prendermi cura di mio padre anziano, che aveva allora 87 anni. Qui ho ritrovato Don Ferdinando molto indebolito dalla malattia, ma sempre con il suo sorriso aperto e luminoso. Diverse volte ho potuto ascoltare le sue meditazioni, il cui contenuto era sempre l’amore di Dio e l’affetto tra le persone. Ultimamente sapevo che era quasi completamente cieco o forse del tutto, ma non lo faceva pesare.

Il 10 gennaio di quest’anno, 2017, mi è arrivata la triste notizia della sua morte. Da subito tra le altre cose, gli ho chiesto di prendersi cura di mio padre, affinché, quando fosse arrivato il suo momento, potesse andare in cielo serenamente e avendo ricevuto i sacramenti.

Papà arrivò a 92 anni. La sua salute cominciava a venir meno, ma non la sua vivacità e la voglia di vivere. Quando al termine del funerale di Don Ferdinando ho baciato la sua bara, gli ho chiesto nuovamente di vegliare su Papà.

Il 26 gennaio, parlando con papà al telefono, mi sono resa conto che qualcosa non andava. Aveva una respirazione affaticata e non riusciva a vocalizzare bene le parole. La mia preoccupazione aumentava, ma allo stesso tempo continuavo ad affidarlo a Don Ferdinando.

Il 7 febbraio, papà è stato portato in Pronto soccorso, accompagnato da due dei miei tre fratelli. L’ho raggiunto appena possibile. I medici dopo le prime cure ci hanno detto che la situazione era molto grave. Io non smettevo di affidarlo al nostro Don Ferdinando. La notte l’ho trascorsa con lui e con i fratelli che si alternavano. Io continuavo ad affidarlo a don Ferdinando. Papà verso le quattro del mattino è entrato in coma e si è spento con serenità straordinaria, dopo aver ricevuto gli ultimi  sacramenti.

“Grazie Don Ferdinando” è stata la frase che ho ripetuto subito nel mio cuore mentre accarezzavo papà.

L. B., Verona, 2017