Gesù, fammi soffrire…, fammi simile a te.

Trascriviamo questo testo di don Ferdinando da un quaderno di appunti spirituali: la data è del 13 marzo 1946; fra due mesi compirà vent’anni.
13 Marzo 46. Gesù fammi soffrire; Gesù sfogati su di me, butta la tua croce sulle mie spalle; ti prego, fammi soffrire, tanto, sempre soffrire. Tu vedi la mia sete, conosci la mia brama. Voglio venire anch’io, voglio morire con te. Fammi simile a te. Gettami nel fango, abbandonami all’odio degli uomini, alla persecuzione, alle calunnie, al disprezzo, all’abbandono. Non temo di domandare il tuo calice, la tua croce perché so che tu conosci la mia debolezza, la mia incostanza, e io confido in te. Sì o Gesù, confido in te, e l’unica cosa che io ti chiedo è di immergermi nel tuo mare, di assaporare il tuo dolore, di non conoscere null’altro sulla terra che l’infinita tua sofferenza. Tu mi misuri l’abisso della mia miseria, ma tu solo sei la mia forza. Fa’ che io non cammini nelle tenebre, o Gesù, ma che conosca ciò che sono davanti a te. Fammi aderire a te con tutte le forze del mio essere, con tutte le fibre della mia anima, completamente, senza riserve, senza timori.